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| Centro
di Aiuto alla Vita "Matilde Ronchetti" O.N.L.U.S |
La legislazione dice sul..........
Riconoscimento
Il riconoscimento è un atto legale,
compiuto da entrambi i genitori o da uno di essi, regolato da
alcune leggi.
Codice Civile art. 250 - 254
DPR 396/2000,
R.D. 1238/39,
L. 184/83 art. 11,
L. 127/97 Art. 2 - Disposizioni in materia di stato
civile e di certificazione anagrafica - anonimato della donna
nell'atto di nascita del neonato
Circolare 1823 del 23 Maggio 1997.
Lettera circolare di istruzioni per la Legge 15 Maggio n. 127
in materia di dichiarazione di nascita.
Il riconoscimento del neonato deve essere fatto entro 3 giorni
dalla nascita presso l'Ospedale, oppure entro 10 giorni presso
il Comune di nascita o di residenza della madre. La madre ha
sempre 10 giorni dal parto per decidere il riconoscimento.
Per particolari e gravi motivi la madre che è impedita
nel formalizzare il riconoscimento entro i 10 giorni previsti
può richiedere al Tribunale per i Minorenni ancora un
massimo di 60 giorni per provvedere. Deve però mantenere
con continuità la sua relazione con il bambino.
Quando la madre ha meno di sedici anni e vuole tenere il figlio
con sé, con apposito atto del Tribunale dei Minori, il
riconoscimento è rinviato fino al compimento del sedicesimo
anno. Per quel periodo il giudice tutelare nomina un tutore
per il bambino.
La madre può non riconoscere il neonato alla nascita
dichiarando di non consentire di essere nominata nell'atto di
nascita.
In ospedale ogni donna ha il diritto di esprimere la sua volontà
di non riconoscere ed ha diritto alla riservatezza sulla propria
identità.
Tutti gli operatori che sono a contatto con la madre hanno il
dovere di rispettare tali diritti.
I diritti della madre che non riconosce
Alcune leggi stabiliscono i diritti della madre
che non riconosce il neonato.
Costituzione art. 2,3,31,
L.184/83 art. 11,
L. 127/97 Art. 2 - Disposizioni in materia di stato
civile e di certificazione anagrafica - anonimato della donna
nell'atto di nascita del neonato
Codice Penale Artt. 326-622
Sentenza corte costituzionale n. 171 del 5/09/1994
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e
sono uguali davanti alla legge."
La madre che non riconosce ha gli stessi diritti delle altre
(tra questi quello di essere assistita adeguatamente in ospedale).
La donna ancorchè coniugata ha il diritto di non effettuare
il riconoscimento.
"Lo Stato deve rimuovere gli ostacoli allo sviluppo della
persona."
I Servizi Sociali locali sono incaricati dal Tribunale per i
Minorenni di informare la madre sulle norme del riconoscimento
e sulle risorse di aiuto. La futura madre deve quindi essere
informata sui suoi diritti e sulle sue possibilità.
La riservatezza è un diritto della madre
che "non consente di essere nominata". Il nome della
madre e le notizie su di lei sono tutelate per legge dal segreto.
La legge punisce chi rivela notizie riservate.
Tutti i pubblici incaricati e i professionisti sono strettamente
vincolati al segreto d'ufficio e professionale.
Nei Servizi Sociali e negli Ospedali tutto il personale ha l'obbligo
di osservare la massima riservatezza rispetto alla madre e di
mantenere il segreto all'esterno su tutto ciò che la
riguarda.
I diritti del bambino non riconosciuto
Le leggi tutelano i bambini non riconosciuti,
garantendo loro i diritti fondamentali della persona: capacità
giuridica ed educazione.
Costituzione art. 2,22,30,
Codice Civile artt. 1-6,
R.D. 1238/39,
L. 184/83 art. 9, 11, 22, 25,
DPR 396/2000,
L. 149/2001
Diritto al nome e alla cittadinanza (capacità
giuridica)
Entro 10 giorni dalla nascita il neonato riceve un nome dall'Anagrafe
del Comune in cui è nato e acquista la cittadinanza italiana.
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