
Benvenuti in parrocchia.
Non è la prima volta e siamo certi non sarà
l’ultima, perché crediamo che la famiglia e la parrocchia sono
necessarie l’una alle altre e viceversa. La parrocchia non è tale senza
le famiglie e le famiglie hanno bisogno di attingere dalla parrocchia, come
alla fontana del villaggio, la grazia della parola di Dio e la forza dei
sacramenti che nutrono la fede, hanno bisogno di
attingere lo spirito di comunione e la spiritualità necessaria a percorrere
un cammino di santità. La parrocchia non è un agenzia
di servizi, né solo il luogo dove ricevere i sacramenti per i propri figli,
la parrocchia è “casa e scuola di comunione”, dove le famiglie si
sentono a casa e dove sono aiutate a fare della propria casa una chiesa, la
chiesa domestica, dove il Signore è di casa, si trova bene con voi e voi con
lui. Si, la famiglia è chiamata alla santità, è una scuola di santità, perché si diventa santi insieme. La universale vocazione alla santità ricevuta nel
battesimo, si realizza nel corso dell’esistenza attraverso le scelte
che si fanno e attraverso la fedeltà a queste scelte. La scelta di sposarsi
in Chiesa, infatti, è la scelta del Signore, del suo disegno sulla coppia, la
scelta di realizzare nella vita un cammino di crescita insieme, di accoglienza della vita e di educazione dei figli, dando
loro non solo delle cose ma se stessi, non solo un po’ di affetto ma
tutto l’amore di Dio e che Dio suscita nella coppia di sposi prima e di
genitori poi. In una società sempre più disgregata e materialista, dove
prevalgono le opinioni sulla verità, dove anche la famiglia riceve i
contraccolpi di una mentalità di facile separazione, dove diventa sempre più
difficile custodire l’unità e la comunione, dove vengono
proposti tanti modelli di famiglia, si avverte sempre di più per le famiglie
cristiane il bisogno di una spiritualità, di punti di riferimento sicuri, di
riscoprire la grazia e la bellezza del sacramento del matrimonio. Nel
sacramento del matrimonio Dio stesso si è coinvolto nella vostra storia di amore, consacrando il vostro amore e rendendolo
espressione e manifestazione del suo amore fedele e inesauribile, perché
l’amore di Dio è inesauribile, è eterno e vince le sfide dell’usura
del tempo e della stanchezza dello stare insieme; è amore fedele, che non
abbandona mai e non cerca altri amori, anche quando noi non siamo pienamente
fedeli a Lui. Nel sacramento del matrimonio agisce lo Spirito Santo che vi è
stato dato per santificare il vostro amore, per renderlo sempre più puro,
bello, solido, affidabile, eterno, non solo il giorno in cui vi siete
sposati, ma ogni giorno, perché il matrimonio permane e si realizza proprio
nella vostra fedeltà. Se voi doveste venire meno al
vostro amore Dio, però, non si ritira, non toglie il suo Spirito, non
ritratta i suoi doni, perché i doni di Dio sono irrevocabili. Quando l’amore di una coppia viene meno? Quando
subentra l’egoismo, quando l’orgoglio non mi fa riconoscere e
ammettere la mia debolezza, il mio errore e il peccato, quando
nell’altro/a vedo solo i difetti e non la sua
dignità e il suo valore, quando non guardo più l’altro/a e nemmeno i
figli con gli occhi di Dio, non accolgo più l’altro/a come un dono che
Dio stesso ha fatto a me. Si è tentati allora di gettare la spugna, di
cercare la propria gratificazione altrove e non si ha più il coraggio di
convertirsi all’amore del primo giorno. Quando due egoismi si incontrano fuori del matrimonio non nasce un nuovo
amore, nasce un disordine e regna il male e questo si propaga, cresce e non
mi fa più vedere il vero bene mio personale e di chi è legato/a a me nel
matrimonio. Quanto è ingannevole e miope questa prospettiva chiusa in se
stessa, è una strada senza sbocchi; l’unica via di uscita
è ritornare indietro alla fedeltà dell’impegno assunto nel matrimonio.
Come si realizza la vocazione alla santità della famiglia? Nella
consapevolezza che il matrimonio è una vocazione,
una chiamata divina ad amare come Lui ama, per sempre e non un fatto
episodico, di comodo o di interesse; Nell’invocazione costante,
mediante la preghiera, dello Spirito Santo artefice di ogni santità; Nel
mettere al centro della vita familiare la Parola di Dio da ascoltare,
meditare e custodire nel cuore per poterla mettere in pratica, come ha fatto Maria e la santa Famiglia di Nazareth, divenendo così
chiesa domestica; Nella fedeltà a Dio, a se stessi e alla persona a cui mi
sono donato e che mi è stata donata; Nel dialogo sincero fatto di ascolto e
di accoglienza dell’altra persona così come è, con le sue esigenze, le
sue ricchezze e la sua povertà; Nella capacità di perdonare e di farsi
perdonare; Nell’apertura incondizionata alla vita dei figli che Dio
vorrà donare alla coppia, senza calcoli e senza frapporre mezzi illeciti alla
procreazione (mezzi anticoncezionali) e, Dio non voglia, l’aborto;
Nella responsabilità di educare i figli cristianamente,
con la testimonianza della vita, trasmettendo loro la gioia e la bellezza
della fede e il senso vero della vita; Attraverso la partecipazione attiva di
tutta la famiglia alla vita della comunità cristiana, della parrocchia, per
ascoltare la Parola di Dio, celebrare e i sacramenti che nutrono la fede,
principalmente la messa domenicale, per condividere la propria testimonianza di
fedeltà e le inevitabili difficoltà con altre coppie, per un accompagnamento
reciproco; Vivendo la carità verso tutti, facendo della propria casa un luogo
di accoglienza di tutti e in particolare dei poveri, da sostenere con la
propria generosità. Non vogliamo dirci tutto questa sera,
ma sono tracciati qui i punti di un possibile itinerario di santità
familiare, da arricchire con la riflessione comune e le proposte che vengono
da voi famiglie. La parrocchia c’è, è al vostro fianco, ma sarà tanto
più efficace la sua azione evangelizzatrice verso la famiglia (il vangelo
della famiglia) quanto più voi famiglie sarete non i
destinatari di proposte che vengono dalla comunità, quanto soggetti attivi di
un desiderio di santità che lo Spirito Santo ha già messo nei vostri cuori.
Invocate insieme lo Spirito Santo, recitate il Rosario in famiglia, pregate a
tavola prima dei pasti per ringraziare il Signore di ciò che avete e che
tanti non hanno, soprattutto abbiate come misura
dell’amore Cristo stesso che ama senza misura, fino alla croce e oltre
la croce fino alla Risurrezione.